Il mercato delle criptovalute ha registrato un calo dei prezzi in coincidenza con i raid aerei condotti dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da CoinDesk, l’operazione militare ha coinciso con una fase di pressione sulle principali asset digitali.
Bitcoin è sceso ai livelli minimi registrati dal 13 aprile scorso. La quotazione della principale criptovaluta ha toccato il punto più basso della giornata intorno alle 6:30 UTC, per poi attestarsi vicino ai 73.400 dollari, con un decremento di circa l’1,2% rispetto alla mezzanotte.
Anche Ether ha subito una flessione, scendendo sotto la soglia dei 2.000 dollari per la prima volta dal 29 marzo. Il valore del token ha registrato una perdita dell’1,5%.
I movimenti di prezzo hanno colpito le posizioni a leva, portando alla liquidazione di circa 897 milioni di dollari in “long”. L’evento è avvenuto mentre le operazioni statunitelle nello Stretto di Hormuz hanno attenuato le speranze per un cessate il fuoco.
L’analisi di CoinDesk indica che i raid hanno alimentato preoccupazioni relative all’inflazione, influenzando l’andamento degli asset a rischio a livello globale.
