Orange alza l’obiettivo di crescita della redditività per il 2026. Il gruppo delle telecomunicazioni prevede ora un incremento dell’EBITDAaL superiore al 4,5%, rispetto alla precedente indicazione di oltre il 4%. L’aggiornamento accompagna i risultati del terzo trimestre pubblicati il 27 ottobre.
Nel periodo i ricavi raggiungono 12,191 miliardi di euro, in aumento del 3,6% su base comparabile. L’EBITDAaL arriva a 4,140 miliardi, con una crescita comparabile del 4,6%. Il dato restituisce un progresso operativo, ma richiede attenzione al perimetro con cui viene calcolato.
Perché l’aumento contabile è molto più elevato
La crescita dei ricavi riportata nel bilancio è del 22%. È molto superiore al dato comparabile perché la Spagna, con l’ex MasOrange, è consolidata integralmente da giugno 2026. In questo caso una parte importante dell’aumento deriva da come le attività entrano nei conti, non soltanto dalle vendite aggiuntive sul medesimo insieme di società.
Il +3,6% è quindi il riferimento più coerente per confrontare l’andamento a condizioni omogenee. Il +22% descrive invece la variazione del fatturato effettivamente incluso nel bilancio: entrambi sono corretti, ma rispondono a domande diverse.
Cosa misura l’EBITDAaL
L’indicatore utilizzato da Orange è una misura operativa rettificata che tiene conto dei leasing. Non coincide con l’utile netto e non va interpretato come denaro liberamente disponibile per gli azionisti. Nella valutazione del gruppo restano da considerare investimenti, oneri finanziari e altre componenti del conto economico.
La nuova soglia resta una previsione
Il miglioramento della guidance indica una maggiore fiducia del management nella traiettoria annuale. Non anticipa però un risultato definitivo: il confronto con il consuntivo richiederà lo stesso perimetro e la stessa definizione dell’indicatore. La guida su risultati trimestrali e obiettivi aziendali spiega perché crescita comparabile, crescita contabile e previsione futura debbano essere lette separatamente.
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