Illustrazione editoriale originale generata con IA per BorsaMagazine. Composizione simbolica, non una fotografia dei luoghi o degli eventi descritti.
L’Indonesia ha iniziato il 24 ottobre a ridurre le forniture di gas naturale a Singapore per destinare più combustibile alla produzione elettrica interna. SKK Migas, l’autorità indonesiana del settore a monte, lo ha confermato rispondendo alle domande di CNA.
Nello stesso servizio, l’Energy Market Authority di Singapore descrive la riduzione come inferiore al 2% della domanda giornaliera totale di gas del Paese e richiama i piani di emergenza disponibili. Il dato non significa che Singapore abbia perso il 2% di tutta la propria elettricità.
Due comunicazioni da leggere con attenzione
SKK Migas indica un dirottamento di 31 milioni di piedi cubi standard al giorno, suddiviso tra Natuna e Sumatra, verso esigenze elettriche di Batam, Bintan e Sumatra. La motivazione comunicata è la tutela dell’affidabilità delle forniture domestiche.
EMA riferisce invece le informazioni ricevute dagli importatori: 17 miliardi di unità termiche britanniche al giorno per un periodo di 18 giorni. Si tratta di una comunicazione con unità e perimetro propri, che non va sovrapposta meccanicamente al numero indonesiano.
L’autorità di Singapore aggiunge che Singapore GasCo è operativamente pronta ad aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto.
Il prezzo dipenderà dalla sostituzione delle forniture
Per leggere l’effetto economico occorre distinguere la quantità ridotta sulla singola rotta dall’approvvigionamento complessivo del Paese. Anche la possibilità di acquistare gas alternativo non dice, da sola, quale sarà il suo costo finale.
Il passaggio da forniture via tubo a carichi di GNL può coinvolgere contratti e tempi logistici diversi. La notizia non consente quindi di prevedere un aumento automatico delle bollette o un’interruzione della generazione elettrica. I prossimi elementi da osservare sono la durata effettiva del taglio e le condizioni delle forniture sostitutive.
