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Il OneCoin : una truffa all’italiana

Il OneCoin è la prima criptovaluta globale, offre massima trasparenza ed è accessibile praticamente a tutti. Per non parlare dello pseudo-guadagno che si aggira intorno ad 1,8 milioni all’anno per chi aderisce al programma promozionale e di diffusione della moneta. Bella storia.

O almeno è questo quello che dicevano i sei promotori italiani. Tutti arrestati dalla Guardia di Finanza.

I truffatori residenti nelle province di Trento, Padova, Viterbo, Mantova e Verona dovranno rispondere dei reati di truffa e impiego di beni di provenienza illecita. Una truffa architettata nei minimi dettagli che coinvolge anche il legale rappresentante di una nota società romana di formazione.

La truffa del OneCoin

Praticamente i promotori-truffatori proponevano una serie di corsi formativi in materia economico-finanziaria. La maggior parte delle persone veniva adescata sul web, sui social o anche grazie al passaparola. La Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro 7 siti web e ben 93 pagine social utili a far credere che il OneCoin fosse una criptovaluta dalle grandi potenzialità. Ai corsi formativi veniva abbinato un pacchetto di criptovalute, acquistabile a partire da 100 €.

Peccato che la pseudo società non abbia mai posseduto né strutture fisiche, né sistemi di algoritmi utili al calcolo delle complesse procedure per la moneta virtuale. E non è finita qui. All’ ignaro acquirente venivano proposti guadagni da 35.000 € a settimana. E nel caso in cui avessero fatto da “sponsor” anche molti di più. Se avessero invece fatto aderire i propri amici al OneCoin, gli sarebbe stata riconosciuta un’ulteriore provvigione dell’85 %. Con questo sistema, la rete di “vittime” si è allargata sempre più.

Le società ed i promoter del OneCoin

Ricapitolando, non esiste alcuna struttura o sede del OneCoin. Ma il meccanismo truffaldino è stato accostato con certezza ad una società italiana e a due società estere. La prima in Belize (paradiso fiscale vicino ai Caraibi), l’altra registrata regolarmente negli Emirati Arabi ma con sede fiscale ed amministrativa in Bulgaria. Insomma, un vero e proprio piano studiato ad hoc, peccato però che tre promoters siano stati fermati all’aereoporto di Orio al Serio (Bergamo) con oltre 100.000 € in contanti, frutto delle truffe del OneCoin. Interrogati ed arrestati, in poco tempo la GdF è riuscita a risalire anche agli altri promoters – truffatori.

Prima di investire in criptovalute vi suggeriamo di apprendere tutte le informazioni possibili sulle monete virtuali, e di decidere soltanto dopo se tuffarvi o meno in un investimento nel settore. E comunque sarà meglio puntare su Bitcoin, Litecoin o Ripple; ovvero criptovalute già affermate. Non fidatevi assolutamente di altri tipi di monete virtuali.

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Last modified: 30/07/2019