Lo slippage nelle cripto è lo scostamento tra il prezzo atteso e quello effettivamente ottenuto quando un ordine o uno swap viene eseguito. Può essere sfavorevole, ma anche favorevole: non è automaticamente una commissione, una frode o una perdita equivalente alla percentuale impostata nel portafoglio. Per comprenderlo occorre separare il prezzo di riferimento, il risultato dell’operazione e i limiti accettati prima di confermarla.
Questa guida spiega come leggere un’esecuzione, distinguere slippage, spread e price impact, interpretare ordini market e limit e riconoscere cosa protegge davvero una tolleranza. I calcoli utilizzano scenari ipotetici, non quotazioni reali. Non proponiamo token, piattaforme o percentuali “sicure” valide per tutti. Quando descriviamo una funzione tecnica, specifichiamo il documento e il sistema cui si riferisce: una regola di uno specifico router non va estesa a qualsiasi exchange.
Che cos’è lo slippage e quale prezzo bisogna confrontare
Il punto di partenza è un confronto omogeneo: stessa coppia di attività, stesso verso dello scambio e stessa quantità. “Pensavo di comprare a 100” è un’informazione incompleta se il numero era l’ultimo prezzo di un grafico, mentre l’ordine ha acquistato una quantità molto più grande di quella disponibile a quel livello. Conviene conservare la quotazione dell’operazione, non soltanto il prezzo mostrato nella pagina generale del token.
La documentazione Uniswap distingue la variazione prodotta dalla propria operazione, il price impact, dallo scostamento tra il risultato atteso e quello effettivamente ottenuto, il price slippage. È una distinzione utile anche per leggere gli esempi di questa guida: il deterioramento già incorporato in una quotazione non deve essere contato nuovamente come variazione successiva. Fonte: Uniswap, Price Impact vs Price Slippage.
Un esempio: il riepilogo di uno swap, per una quantità precisa, stima di consegnare 100 token. L’esecuzione ne consegna 99. La differenza in quantità è un token, cioè l’1% dell’output stimato. Questo non dimostra che il token abbia perso l’1% sul mercato, né identifica da solo la causa. Se, a parità di input, ne arrivano 101, il risultato è migliore di quanto atteso. La tolleranza autorizzata prima della firma è un’altra informazione ancora.
Un dato letto dopo qualche minuto non ricostruisce necessariamente il riferimento disponibile al momento dell’ordine. Per valutare l’esecuzione bisogna annotare l’istante della quotazione e distinguerlo dall’invio, dalla presa in carico e dal regolamento. La guida generale agli ordini market, limit e stop chiarisce le differenze tra istruzioni operative, senza sostituire le condizioni del servizio utilizzato.
Slippage, spread, price impact e costi: sei voci diverse
Chiamare tutto “slippage” impedisce di capire dove si è formato il costo. La tabella serve a separare le domande, non a suggerire che ciascuna componente sia sempre presentata con lo stesso nome. Nel confronto tra preventivo e consuntivo va controllato quali voci erano già incluse nell’importo ricevibile e quali sono addebitate separatamente. Sommare percentuali estratte da schermate differenti può produrre un doppio conteggio.
| Voce | Che cosa confronta o descrive | Che cosa non dimostra |
|---|---|---|
| Slippage realizzato | Risultato atteso e risultato eseguito sullo stesso ordine | Non identifica da solo la causa o una commissione |
| Spread denaro-lettera | Prezzi disponibili per vendere e comprare nello stesso istante | Non misura la variazione successiva alla quotazione |
| Price impact | Effetto della propria operazione sulla liquidità e sul prezzo | Non va aggiunto di nuovo se già incluso nella quotazione |
| Tolleranza impostata | Limite accettato sul risultato secondo le regole del sistema | Non è la percentuale necessariamente persa o addebitata |
| Commissioni di scambio | Addebiti espliciti e importi inclusi nel preventivo | Non coincidono automaticamente con gas o slippage |
| Costo di rete | Pagamento delle risorse utilizzate per la transazione on-chain | Non certifica il prezzo né la sicurezza del token |
La schermata di swap descritta da Uniswap elenca separatamente fee, costo di rete, percorso, price impact e slippage massimo; per quest’ultimo indica anche la quantità minima in uscita. Il documento è un esempio di come leggere i dettagli, non una promessa che qualsiasi interfaccia esponga gli stessi campi. Fonte: Uniswap, The Swap Screen.
Come calcolare lo scostamento: acquisto e vendita non sono uguali
Per i nostri esempi il prezzo è espresso in unità Y pagate o incassate per un token X. In acquisto uno scostamento sfavorevole del prezzo medio si misura come (prezzo eseguito − prezzo atteso) ÷ prezzo atteso × 100. In vendita, per mostrare positivamente il peggioramento, usiamo (prezzo atteso − prezzo eseguito) ÷ prezzo atteso × 100. Sono convenzioni dichiarate: un report può usare un segno diverso.
Se un acquisto atteso a 100 Y viene eseguito mediamente a 101,20 Y, lo scostamento sfavorevole è (101,20 − 100) ÷ 100 × 100 = 1,20%. Se una vendita attesa a 100 Y incassa mediamente 98,80 Y, il peggioramento è (100 − 98,80) ÷ 100 × 100 = 1,20%. Un prezzo di vendita superiore al riferimento sarebbe invece favorevole. Scrivere “slippage positivo” senza precisare il verso rende ambiguo il dato.
Il prezzo medio deve essere ponderato per le quantità effettivamente eseguite: somma dei controvalori divisa per somma dei token. La media semplice dei prezzi può essere sbagliata quando i singoli eseguiti hanno dimensioni diverse. Occorre inoltre dichiarare se le commissioni sono comprese. Se il confronto riguarda soltanto il prezzo, gli addebiti separati non vanno inseriti silenziosamente in uno solo dei due termini.
Un esempio di order book e prezzo medio ponderato
Immaginiamo un book immobile, senza commissioni, con quattro X offerti a 100 Y e altri sei X a 102 Y. Un ordine che acquista tutti i dieci X paga 400 Y al primo livello e 612 Y al secondo. Il controvalore totale è 400 + 612 = 1.012 Y e il prezzo medio è 1.012 ÷ 10 = 101,20 Y. Non è un dato di mercato, ma un esempio costruito per rendere verificabile il calcolo.
| Livello | Quantità X | Prezzo Y per X | Controvalore Y |
|---|---|---|---|
| Primo livello | 4 | 100,00 | 400,00 |
| Secondo livello | 6 | 102,00 | 612,00 |
| Totale / media ponderata | 10 | 101,20 | 1.012,00 |
Il riferimento di 100 Y era qui il miglior prezzo visibile, non una quotazione eseguibile per l’intera quantità. Rispetto a quel riferimento il prezzo medio peggiora dell’1,20%, ma il book non si è mosso dopo l’invio. Se un preventivo completo aveva già indicato 1.012 Y per dieci X e l’esecuzione coincide con esso, non c’è uno scostamento aggiuntivo rispetto a quel preventivo. È essenziale nominare il benchmark prima di attribuire la differenza a ritardi o volatilità.
Nel medesimo book, un limite di acquisto a 101 Y permette il primo livello ma non quello a 102 Y. In un modello che consente esecuzioni parziali vengono acquistati quattro X e ne restano sei non eseguiti. Non è una previsione di cosa accadrà su una piattaforma reale: durata, priorità, cancellazione del residuo e altre condizioni devono essere controllate nelle istruzioni dell’ordine.
Ordini market e limit: prezzo controllato non significa esecuzione garantita
Kraken documenta che un limite di acquisto permette esecuzioni al prezzo limite o inferiore, mentre un limite di vendita permette il limite o un prezzo superiore. Il controllo sul prezzo va distinto dalla possibilità di trovare una controparte per tutta la quantità. Non si può dedurre che basta vedere il livello su un grafico perché un ordine venga completato. Fonte: Kraken, prezzi degli ordini limit.
Un ordine market non equivale necessariamente a “tutto subito a qualunque prezzo”. Kraken descrive un meccanismo di Market Price Protection e, per gli acquisti, la possibilità di esecuzione parziale con cancellazione del residuo quando interviene il limite previsto dal servizio. Non estendiamo questa protezione ad altri exchange e non trasformiamo le soglie della piattaforma in una tolleranza consigliata. Fonte: Kraken, Market Price Protection.
Un ordine stop, inoltre, non va confuso con un prezzo finale assicurato: conta quale istruzione viene attivata dopo il trigger. La scelta tra market, limit e altre condizioni deve partire dalla priorità dell’operazione e dalla documentazione applicabile, non dal desiderio di eliminare qualsiasi rischio con un solo pulsante. In questa guida non confrontiamo la convenienza commerciale dei servizi citati e non certifichiamo la loro disponibilità per un singolo lettore.
Perché su un AMM il prezzo medio può essere diverso dal prezzo iniziale
Un AMM non richiede necessariamente un book con ordini altrui a prezzi discreti. Nel modello constant-product preso come riferimento didattico, lo scambio cambia le riserve della pool. Il whitepaper Uniswap v2 descrive la relazione di prodotto e il prezzo marginale ricavabile dal rapporto tra riserve. I contratti reali includono ulteriori regole e commissioni. Fonte: whitepaper Uniswap v2, introduzione e sezione 2.2.
Costruiamo un modello semplificato: 1.000 X e 100.000 Y, prodotto 1.000 × 100.000 = 100.000.000, nessuna fee. Il prezzo marginale iniziale è 100 Y per X. Aggiungendo 10.000 Y, la nuova riserva Y diventa 110.000; la riserva X diventa 100.000.000 ÷ 110.000 ≈ 909,090909 X. Si ricevono quindi circa 90,909091 X e il prezzo medio pagato è 10.000 ÷ 90,909091 ≈ 110 Y per X, usando il valore non arrotondato per il risultato esatto.
Il prezzo medio è il 10% sopra il prezzo marginale iniziale. Misurando invece la minore quantità ricevuta rispetto ai 100 X ricavati dividendo l’input per il prezzo iniziale, il divario è circa il 9,09%. Non sono numeri contraddittori: cambia il denominatore. Non attribuiamo queste percentuali alla metrica di una specifica schermata; abbiamo dichiarato il nostro metodo. Il modello non rappresenta automaticamente pool a liquidità concentrata, altre curve o token con comportamenti particolari.
Se la quotazione dello swap includeva già i circa 90,909091 X e lo scambio ottiene esattamente quel risultato, l’impatto dovuto alla dimensione dell’ordine non è una nuova sorpresa successiva alla quotazione. Inoltre, spezzare un ordine in più scambi non garantisce un prezzo migliore: senza nuovi interventi esterni, nel nostro modello senza fee e senza arrotondamenti intermedi, il punto finale della curva dipende dall’input complessivo. Nel mondo reale bisogna considerare costi ripetuti e condizioni mutate.
Tolleranza dello slippage: minimo ricevuto e massimo speso
La tolleranza è un vincolo preventivo, non un addebito certo. In uno swap exact-input è fissato l’input e si controlla il minimo output accettabile; in uno swap exact-output è fissato l’output e si controlla il massimo input spendibile. Il controllo va letto nel contesto della funzione e del contratto utilizzati: non è un limite alla perdita complessiva sull’investimento.
Un dettaglio tecnico evita una formula troppo generica. Nel codice ufficiale Uniswap v2 SDK consultato, la funzione minimumAmountOut calcola, per exact-input, l’output quotato diviso per 1 + s; maximumAmountIn usa, per exact-output, l’input quotato moltiplicato per 1 + s. Il codice lavora in unità intere. Non descriviamo con questo ogni interfaccia attuale: controllare gli importi effettivi mostrati è più affidabile che presumere una convenzione universale. Fonte: codice ufficiale Uniswap v2 SDK, classe Trade.
Per rendere verificabile la differenza, la tabella applica precisamente quel metodo a un output quotato di 100 token e, in un esempio separato, a un input quotato di 20 unità. Assumiamo sei decimali per entrambi gli asset e troncamento all’unità minima come nel quoziente intero del codice consultato. Le due colonne non descrivono lo stesso swap. Nessuna riga è una tolleranza raccomandata.
| Parametro s | Exact-input: minimo su 100 token quotati | Exact-output: massimo su 20 unità quotate |
|---|---|---|
| 0% | 100,000000 | 20,000000 |
| 0,5% | 99,502487 | 20,100000 |
| 1% | 99,009900 | 20,200000 |
| 2% | 98,039215 | 20,400000 |
Al parametro dell’1%, 100 ÷ 1,01 produce circa 99,009901 prima del troncamento: non esattamente 99. Un’altra convenzione che applicasse una riduzione diretta dell’1% all’output darebbe 99. Non bisogna chiamare entrambe “la stessa formula” e ignorare la differenza. Sul lato exact-output, invece, 20 × 1,01 = 20,20 nel nostro esempio. La precisione non serve a suggerire impostazioni: serve a leggere correttamente ciò che si sta autorizzando.
Un limite non protegge da un contratto malevolo, da una quotazione già economicamente sfavorevole o dal ribasso successivo dell’attività ricevuta. Se qualcuno presenta una tolleranza come garanzia sul capitale, sta confondendo un controllo dell’esecuzione con il rischio dell’investimento. Anche una transazione che rispetta perfettamente il minimo impostato può essere una cattiva operazione sotto altri aspetti.
Liquidità, dimensione, volatilità e percorso: cosa controllare
La domanda utile non è soltanto “quanto vale il token?”, ma “quale risultato viene quotato per questa quantità, su questa coppia e con questo percorso?”. Una disponibilità abbondante su un altro mercato non dimostra che quella specifica operazione possa essere eseguita alle medesime condizioni. Un controvalore totale elevato non descrive da solo la liquidità accessibile intorno al prezzo che interessa.
Per confrontare due preventivi annota quantità in entrata, output netto indicato, istante, eventuali fee separate e costo di rete. Non confrontare soltanto il numero più grande nella schermata. Se cambia l’asset ricevuto, la rete o la modalità di regolamento, potrebbe non trattarsi più della medesima operazione. Un percorso con passaggi intermedi richiede di verificare quali attività e contratti siano coinvolti, senza dare per scontato che “aggregatore” significhi sempre miglior risultato finale.
Anche una quotazione recente non è una garanzia sul futuro. La domanda operativa è quale vincolo verrà applicato se, durante l’attesa, il risultato disponibile cambia. Ridurre l’importo può modificare l’impatto, ma non certifica la sicurezza del token; aggiornare il preventivo può mostrare condizioni diverse, ma non rimuove ogni rischio. Rinunciare a uno scambio di cui non si comprendono importi e autorizzazioni è una decisione legittima.
Swap fallito, ordine non eseguito e costo del gas
La documentazione Uniswap elenca più cause di fallimento: limiti di slippage, scadenza della transazione, fondi insufficienti per il costo di rete e caratteristiche del token. Un messaggio di errore non dimostra quindi che la soluzione sia aumentare la tolleranza. La stessa pagina avverte che informazioni di strumenti terzi possono essere inesatte. Non suggeriamo di aggirare gli avvisi su token non vendibili o incompatibili. Fonte: Uniswap, Why did my transaction fail?.
Su Ethereum il gas paga il lavoro di esecuzione; una transazione inclusa che fallisce può comunque consumarlo. Non bisogna confondere il ripristino delle modifiche dello swap con il rimborso del calcolo già svolto. Il semplice fatto di vedere un’operazione ancora in attesa non prova, da solo, che un costo sia già stato definitivamente addebitato. Fonte: ethereum.org, Gas and fees.
Esistono inoltre modalità differenti. La pagina UniswapX sugli swap non riempiti descrive casi in cui non sono addebitati costi di rete per lo swap fallito o non eseguito. È il perimetro di quel prodotto, non la regola di ogni transazione on-chain; eventuali operazioni separate, come approvazioni, vanno analizzate autonomamente. Per capire il proprio caso bisogna distinguere ordine firmato, trasmissione e transazione effettivamente eseguita. Fonte: UniswapX, Why can my swap not be filled?.
MEV e sandwich: perché non ogni peggioramento è una prova di attacco
Ethereum documenta il sandwich trading: un operatore può inserire scambi prima e dopo una grande operazione su un DEX, sfruttandone l’effetto sul prezzo. La documentazione collega questo fenomeno a maggiore slippage e peggior esecuzione per l’utente coinvolto. È un rischio reale, ma la sola differenza tra preventivo e risultato non prova che un particolare swap sia stato oggetto di sandwich. Fonte: ethereum.org, Maximal extractable value.
Per formulare un’attribuzione servono evidenze della sequenza di transazioni, del percorso e dei movimenti rilevanti. Non attribuiamo condotte illecite a un soggetto soltanto perché il risultato è sfavorevole. Allargare il limite autorizzato concede una maggiore possibilità di peggioramento entro quel vincolo; non dimostra però, da solo, né l’esistenza né l’assenza di un attacco. Un’etichetta “MEV protected” richiede di leggere come funziona il servizio e quali casi copre: non equivale a una garanzia generale.
Una tolleranza non corregge firme pericolose o token non vendibili
La sicurezza precede il calcolo dello slippage. Ethereum raccomanda di verificare dominio e destinatario, leggere ciò che si firma, evitare autorizzazioni di spesa illimitate e non condividere seed phrase o chiavi private. Il limite sul minimo ricevuto è distinto dal potere di spesa attribuito a un contratto. Non serve comunicare segreti del portafoglio per interpretare una quotazione. Fonte: ethereum.org, Security and scam prevention.
Se una firma non è comprensibile, il problema non si risolve scegliendo una percentuale diversa. Non inviare fondi aggiuntivi a qualcuno che promette di “sbloccare” una vendita e non considerare una schermata rassicurante come verifica del codice. Un prezzo apparentemente conveniente non compensa l’incertezza sulla capacità di ricevere, trasferire o rivendere il token. Le basi del Bitcoin e della custodia aiutano a distinguere investimento, disponibilità delle chiavi e intermediario.
Otto casi pratici: identificare il problema prima di cambiare impostazioni
Caso 1 — Il grafico mostra 100, il prezzo medio è 101,20. Verifica se 100 era l’ultimo prezzo o una quotazione per tutta la quantità. Non confondere il miglior livello del book con la possibilità di eseguire l’intero ordine a quel livello; usa i singoli eseguiti per ricostruire la media ponderata.
Caso 2 — L’output arriva al minimo autorizzato. Controlla la quotazione originaria, il minimo impostato e l’importo effettivo. Non trattare il parametro della tolleranza come una commissione certa: misura lo scostamento realizzato con un denominatore esplicito e separa gli addebiti già inclusi.
Caso 3 — Un ordine limit resta aperto. Verifica quantità eseguita, residuo e condizioni di validità. Non dedurre dal prezzo di un grafico che l’intera quantità fosse disponibile; in un esempio di esecuzione parziale il vincolo può essere rispettato anche se l’ordine non viene completato.
Caso 4 — Lo swap fallisce ma c’è una spesa di rete. Controlla se esiste una transazione inclusa e fallita oppure soltanto un ordine firmato non eseguito. Non estendere le regole di UniswapX a ogni swap: separa anche eventuali approvazioni precedenti e i relativi costi.
Caso 5 — Il risultato stimato è già molto peggiore del prezzo marginale. Verifica quantità e impatto già contenuti nel preventivo. Non sommare una seconda volta il price impact allo scostamento successivo; prima di confermare, chiarisci quale risultato economico sarebbe accettabile per quella operazione.
Caso 6 — Qualcuno suggerisce di alzare il limite finché passa. Controlla prima motivo dell’errore, caratteristiche del token e importi autorizzati. Non aggirare avvisi o firme incomprensibili: far eseguire un’operazione non equivale a renderla conveniente, vendibile o sicura.
Caso 7 — Il risultato sfavorevole viene definito un sandwich. Verifica le transazioni pertinenti e la loro sequenza prima di attribuire il fenomeno. Non accusare un soggetto sulla base dello scostamento da solo; un’analisi tecnica deve distinguere ipotesi, osservazioni e conclusioni documentate.
Caso 8 — Un’assistenza chiede seed phrase o nuove firme per risolvere. Interrompi il contatto e verifica i canali ufficiali senza fornire segreti. Non condividere chiavi, credenziali o frase di recupero; non firmare richieste di cui non comprendi destinatario, autorizzazione e conseguenze.
Checklist del preventivo e riconciliazione dell’esecuzione
Prima dell’operazione, raccogli una fotografia coerente: coppia e verso, rete e indirizzi dei token, input, output quotato, importo minimo o massimo, fee esplicite, costo di rete e scadenza. Controlla se l’importo mostrato è lordo o netto e se richiede una conversione valutaria. La guida sui costi del broker, spread e cambio valuta aiuta a non chiamare commissione ogni differenza di risultato.
Dopo l’operazione, confronta soltanto la quantità realmente eseguita con il riferimento corrispondente. Per un’esecuzione parziale non dividere il totale speso per la quantità originariamente richiesta: usa quella acquistata. Su un exchange controlla il rendiconto dei singoli eseguiti e degli addebiti; su uno swap verifica la transazione e i movimenti pertinenti, senza pubblicare dati sensibili. Se il confronto non torna, separa prima il calcolo aritmetico dalla spiegazione della causa.
Conserva identificativo dell’ordine o della transazione, orario, schermata del preventivo e documenti dei costi. Un file con quantità, prezzi e importi permette di replicare la media ponderata. Non è necessario rendere pubblico il proprio portafoglio per chiedere chiarimenti: oscurare dati non pertinenti riduce l’esposizione. Queste verifiche non costituiscono una certificazione fiscale né una valutazione personalizzata di convenienza.
Rischio crypto: nessun controllo di esecuzione protegge tutto il capitale
L’avvertenza congiunta delle autorità europee richiama volatilità, rischi di liquidità e protezioni limitate; invita inoltre a verificare quali servizi un operatore sia autorizzato a offrire. L’autorizzazione non equivale a una garanzia sulla quotazione o sul rendimento di un token. Qui non qualifichiamo lo status regolamentare dei singoli servizi citati e non promettiamo rimborsi. Fonte: avvertenza congiunta delle autorità europee pubblicata da ESMA.
La domanda finale è concreta: ho capito quanto autorizzo a spendere, cosa posso ricevere e quali rischi restano fuori da quel limite? Se la risposta è no, una percentuale preimpostata non colma la lacuna. Questa guida è informativa e non costituisce una raccomandazione di investimento o un invito a effettuare uno swap.
Domande frequenti sullo slippage crypto
Lo slippage è sempre una perdita?
No. Il risultato eseguito può essere favorevole o sfavorevole rispetto al riferimento. La variazione non coincide automaticamente con una perdita sull’investimento e non identifica da sola una commissione. Occorre specificare acquisto o vendita e quale prezzo o quantità si sta confrontando.
Una tolleranza dell’1% significa pagare sempre l’1%?
No. La tolleranza è un limite autorizzato secondo le regole del sistema, non una commissione certa. Il risultato effettivo può coincidere con il preventivo o essere diverso entro i vincoli applicabili. Un limite sull’esecuzione non protegge dal ribasso successivo del token.
Il minimo ricevuto si calcola sempre sottraendo la percentuale?
No. Nel codice Uniswap v2 SDK consultato, per exact-input si usa il quoziente dell’output per 1 + s, con unità intere. Altre convenzioni possono differire. Non trasferire quella formula a ogni servizio: controlla l’importo minimo concreto prima della firma.
Price impact e slippage sono la stessa cosa?
No. Il price impact riguarda l’effetto della propria operazione; lo slippage confronta risultato atteso ed eseguito. Se l’impatto era già incluso nel preventivo non va aggiunto una seconda volta per spiegare lo scostamento successivo. Anche il metodo percentuale deve essere dichiarato.
Un ordine limit garantisce che riuscirò a comprare?
No. Il limite controlla il prezzo secondo le condizioni applicabili, ma non garantisce controparte o completamento. Possono esserci esecuzioni parziali e un residuo non eseguito. La disponibilità al miglior prezzo deve essere valutata per la quantità effettivamente richiesta.
Posso eliminare ogni rischio con tolleranza zero?
No. Un vincolo più stretto può impedire l’esecuzione, ma non elimina rischio di mercato, problemi del contratto o costi eventuali. Zero non rende sicuro il token né garantisce di uscire da una posizione. Non proponiamo una percentuale universale da usare.
Se lo swap fallisce, il gas viene sempre restituito?
No. Una transazione Ethereum inclusa e fallita può consumare gas. Un ordine UniswapX non riempito segue il diverso perimetro descritto dal suo servizio. Bisogna distinguere firma, invio ed esecuzione e analizzare separatamente eventuali transazioni di approvazione.
Uno slippage elevato dimostra un attacco sandwich?
No. Lo scostamento da solo non prova un attacco. Occorrono evidenze della sequenza di transazioni e del percorso. Non attribuire condotte a un soggetto senza documentazione; price impact già quotato, riferimento inappropriato e variazioni successive sono questioni diverse.
Dividere un ordine in più parti migliora sempre il prezzo?
No. Nel modello constant-product senza fee e senza interventi esterni conta l’input complessivo. Nel caso reale vanno considerati anche costi ripetuti, arrotondamenti e condizioni mutate. Non promettiamo che frammentare uno swap renda migliore o sicuro il risultato.
Un alto volume di scambi garantisce liquidità per il mio ordine?
No. Un dato aggregato non certifica la disponibilità alla quantità e al prezzo necessari su quella coppia e quel percorso. Verifica la quotazione per l’operazione concreta; non sostituirla con il volume generale o con il prezzo di un altro mercato.
Quali dati servono per controllare il prezzo medio?
Servono quantità eseguite, controvalori corrispondenti, riferimento e orari. Dividi la somma dei controvalori per i token effettivamente scambiati, non per quelli soltanto richiesti. Specifica quali commissioni sono comprese per evitare un doppio conteggio e conserva il rendiconto.
L’assistenza deve conoscere la mia seed phrase?
No. Interpretare uno scambio non richiede segreti del portafoglio. Non condividere seed phrase, chiavi private o credenziali e non firmare richieste incomprensibili. Un problema di slippage non giustifica nuove autorizzazioni a un contratto sconosciuto.
Fonti e metodo
La guida utilizza documentazione primaria dei sistemi citati e un’avvertenza delle autorità europee. Il modello AMM è una derivazione didattica senza fee; le percentuali e gli importi delle tabelle sono ipotetici e verificati, non condizioni correnti consigliate. Il codice SDK è una specifica dichiarata, non una descrizione universale delle interfacce. Le fonti sono state consultate il 4 ottobre 2026; caratteristiche e condizioni dei servizi possono cambiare.
- Uniswap — Price Impact vs Price Slippage: definizioni e distinzione tra impatto e scostamento.
- Uniswap — The Swap Screen: importi, fee, rete, percorso e minimo output.
- Uniswap v2 SDK — Trade: funzioni minimumAmountOut e maximumAmountIn; convenzione e unità intere.
- Kraken — Prezzi degli ordini limit: limiti di acquisto e vendita.
- Kraken — Market Price Protection: protezioni specifiche e possibili esecuzioni parziali.
- Uniswap v2 — Whitepaper: introduzione e sezione 2.2, prodotto delle riserve e prezzo marginale.
- ethereum.org — Gas and fees: lavoro di esecuzione e gas anche nelle transazioni fallite.
- ethereum.org — Maximal extractable value: sandwich trading e conseguenze sull’esecuzione.
- ethereum.org — Security and scam prevention: firme, dominio, chiavi e limiti di spesa.
- ESMA — Avvertenza congiunta delle autorità europee sui crypto-asset: liquidità, protezioni e verifica dei servizi autorizzati.
- Uniswap — Why did my transaction fail?: cause degli errori e caratteristiche dei token.
- UniswapX — Why can my swap not be filled?: casi di ordine non riempito e relativo perimetro dei costi di rete.

