I prezzi del petrolio hanno registrato nuovi rialzi durante le sessioni di scambio in Asia, con il Brent che ha superato la soglia dei 111 dollari al barile. Secondo quanto riportato da OilPrice, il movimento al rialzo si è verificato in un contesto di persistente inaccessibilità dello Stretto di Hormuz.
La situazione nello Stretto di Hormuz perdura ormai da oltre otto settimane. Parallelamente, le interlocuzioni tra Stati Uniti e Iran non mostrano segnali di ripresa, rimanendo distanti da una possibile ripresa dei colloqui.
In risposta a questo scenario di stallo, diversi analisti hanno proceduto a rivedere al rialzo le proprie previsioni sui prezzi del greggio. Le quotazioni dei futures sul Brent hanno mantenuto il trend positivo anche nelle prime ore di trading in Europa.
Sullo sfondo di queste dinamiche, emerge inoltre che la Cina prevede di consentire un volume maggiore di esportazioni di carburante per il mese di maggio.
L’analisi riportata dalla fonte suggerisce che un’eventuale riapertura dello Stretto di Hormuz non sarebbe comunque sufficiente a ripristinare anitre le condizioni di normalità sul mercato.
